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[CUR.]

29.09.22
/02.10.22

The Lizard Gaze ⟵

5’ 10”, 2018

 EN 

The most recent contemporary art is elusive because we use to reading it through old methods and theories: the present is rapid and the models get old quickly. With the video The Lizard Gaze, the artist Kristina Pulejkova questions these issues and suggest that not only the most recent artistic practices require new methods of reading, but also ancient objects and artworks can be seen with a new eye. Maybe a lot of people observed digital sculptures, objects or architecture within virtual worlds and perhaps crossed the surface and find themselves inside the object with their own avatar. In a similar way it will have happened to realize that a sculpture or a 3D printed object inside it is empty. Some archaeological museums hold very ancient artifacts, sculptures that have been very damaged by the passing of the centuries, of which it is possible to see inside. However, the displays do not encourage this type of gaze because our culture teaches us that the interior of the sculpture is not important. But is this true? Kristina Pulejkova, with The Lizard Gaze tries to open another way of seeing, and to think again our deepest traditions, to have new visions and undertake new utopias. The Lizard Gaze reflects on the need for new keys to reading to approach art and, with them, wants to connect us to what we do not know: as islands in relation to new archipelagos.

 IT 

La più recente arte contemporanea è sfuggente perché siamo abituati a leggerla attraverso schemi che spesso non le appartengono più: il presente è rapido e i modelli invecchiano rapidamente. Con il video The Lizard Gaze, l’artista Kristina Pulejkova si interroga su tali questioni e mette in evidenza che non solo le più recenti pratiche artistiche necessitano di nuovi metodi di lettura, ma che anche oggetti e opere antiche possono essere viste con un occhio nuovo. A molti sarà capitato di osservare delle sculture digitali, oggetti o architetture all’interno di mondi virtuali e magari di attraversare la superficie e di trovarsi alsuo interno con il proprio avatar. In modo simile sarà capitato di rendersi conto che una scultura o un oggetto stampato in 3D al suo interno è vuoto. Alcuni Musei archeologici custodiscono reperti molto antichi, sculture molto rovinate dal passare dei secoli, delle quali è possibile vedere l’interno. Tuttavia, gli allestimenti non incitano questo tipo di sguardo perché la nostra cultura ci insegna che l’interno della scultura non è importante. Ma ciò è vero? Kristina Pulejkova, con The Lizard Gaze prova a calarsi nei panni di osservatori altri, i quali, inconsapevoli delle nostre tradizioni più radicate, potrebbero aiutarci ad avere nuove visioni e intraprendere nuove utopie. The Lizard Gaze riflette sulla necessità di nuove chiavi dilettura per approcciare all’arte e, con esse, vuole connetterci verso ciò che non conosciamo: isole in relazione con nuovi arcipelaghi.

Kristina Pulejkova

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 EN 

Kristina Pulejkova is a visual artist based in London, UK. Her inter-disciplinary practice is informed by science and technology. Kristina’s work explores how the use of technology might lead to greater forms of sustainability in human-nature relationships. Working across moving image, sound and installation, she aims to build subjective narratives based on scientific data and principles. In her work, she tends to imagine voices from creatures, objects and even atoms in order to inhabit non- human perspectives. Through use of immersive technology, her works often deal with environmental issues, telling personal stories that place audiences at the centre of the scene, allowing for a protagonist perspective and a different way of seeing

 IT 

Kristina Pulejkova è un’artista visiva che vive Londra, Regno Unito. La sua pratica interdisciplinare è informata dalla scienza e dalla tecnologia. Il lavoro di Kristina esplora come l’uso della tecnologia potrebbe portare a maggiori forme di sostenibilità nelle relazioni uomo-natura. Lavorando attraverso immagini in movimento, suoni e installazioni, mira a costruire narrazioni soggettive basate su dati e principi scientifici. Nelsuolavoro, tende a immaginare v oci di creature, ogge tti e persino atomi per abitare in prospettive non umane. Attraversol’uso della tecnologi a immersiva, i suoilavori affrontano spesso questioni ambientali, raccontando storie personali che mettono il pubblico al centro della scena, consentendo una prospettiva da protagonista e un modo diverso di vedere.

Metoché