[TITLE]
[ARTIST]
[EXT. CUR.]

18.12.21
/14.01.22

Strada Statale 696 ⟵

 EN 

Strada Statale 696 explores trans presence in public hypermasculine spaces, using the Italian piazza as a point of departure. The artist’s body is inserted into a Google Street View image of a piazza in Celano, a small Abruzzese town where their grandparents grew up. This work seeks to trace a trans oral history ambiguously passed to them by their Nonna: an oral history about (closeted) trans and queer people that she was friends with as an adolescent and young adult in Celano. Fellini explores their distance from this history as a 3rd generation Canadian: temporally, geographically, and linguistically. This linguistic distance is informed by their lack of fluency in Celanese, a dying Italian dialect geo-specific to Celano, which is often associated with the uneducated and the working class, and is the artist’s Nonna’s first language. Accompanying the image of their trans body—plainly out of place—moving through the cis-hyper-masculinized public sphere is a spoken poem, delivered in both Italian and Celanese. Drawing from their attempts at learning Italian—ultimately attempts to close the distance between themselves and a suffocated trans history —this poem gleans its form from the simple sentence structures typical of language-learning apps like Duolingo. Overlapping this spoken poem is an AI-generated soundscape developed from Google Street View images of Celano’s piazza. Hyper- location-specific sound, imagery, and language combine to pose questions about the past trans occupants of the digitally inhabited space: Who were these people? Is it enough to simply know that they occupied spaces that the artist has also come to occupy, almost a century later? How can we walk backwards against centuries of deliberate censorship and erasure of trans histories?

Dallas Fellini, Strada Statale 696, 2020 6’ 41’’ The artist’s body is inserted into a Google Street View image of a piazza in Celano, a town where their grandparents grew up. This work seeks to trace a trans oral history ambiguously passed to them by their Nonna: an oral history about (closeted) trans and queer people in Celano. Fellini explores their distance from this history as a 3rd generation Canadian: temporally, geographically, and linguistically.

Credits:
Translation assistance by Francesco D'Andrea.
Production assistance by Holly Chang and Karina Iskandarsjah.
Technical assistance by Andrew Cromey.

 IT 

Strada Statale 696 esplora la presenza trans negli spazi pubblici ipermascolini, usando la piazza italiana come punto di partenza. Il corpo dell’artista è inserito all’interno di un’immagine in Google Street View di una piazza di Celano, un piccolo paese abruzzese dove sono cresciuti i suoi nonni. Questo lavoro cerca di tracciare una storia orale trans, ambiguamente trasmessa dalla nonna: una storia orale di persone trans e queer (non dichiarate) di cui lei era amica da adolescente e giovane adulta a Celano. Fellini esplora la sua distanza da questa storia come canadese di terza generazione, e lo fa temporalmente, geograficamente e linguisticamente. Questa distanza linguistica è influenzata dalla sua mancanza di fluidità nel Celanese, un dialetto italiano morente e specifico di Celano, spesso associato a persone non istruite e alla classe operaia e prima lingua della nonna dell’artista. Ad accompagnare l’immagine del suo corpo trans - palesemente fuori luogo - che si muove nella sfera pubblica cis-iper-masculina, una poesia, recitata sia in italiano che in celanese. Attingendo dai suoi tentativi di imparere l’italiano - per provare a colmare la distanza tra sè e una storia trans soffocata - questa poesia trae la sua forma dalle semplici strutture di frasi tipiche delle applicazioni per l’apprendimento delle lingue, come Duolinguo. Alla recita di questa poesia si sovrappone un paesaggio sonoro generato dall’intelligenza artificiale a partire dalle immagini della piazza di Celano su Google Street View. Suono, immagini e linguaggio hyper-location-specific si combinano per porre domande sui passati occupanti trans dello spazio digitalmente abitato: chi erano queste persone? È sufficiente sapere che occupavano spazi che l’artista è venuto ad occupare quasi un secolo dopo? Come possiamo camminare a ritroso contro secoli di deliberata censura e cancellazione della storie trans?

Dallas Fellini, Strada Statale 696, 2020 6’ 41’’ Il corpo dell’artista è inserito all’interno di un’immagine, in Google Street View, di una piazza di Celano, città dove sono cresciuti i suoi nonni. Questo lavoro cerca di tracciare una storia orale trans, ambiguamente trasmessa dalla nonna: una storia orale di persone trans e queer (non dichiarate) di Celano. Fellini esplora la sua distanza da questa storia come canadese di terza generazione, e lo fa temporalmente, geograficamente e linguisticamente.

Crediti:
Assistente alla traduzione: Francesco D’Andrea
Assistente alla produzione: Holly Chang e Karina Iskandarsjah
Assistente tecnico: Andrew Cromey

Dallas Fellini

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 EN 

Dallas Fellini is a curator, writer, and artist based in Toronto. Their practice invests in the dissolution of boundaries between different art forms and arts communities, trans and queer histories and futures, and intersections of art and popular culture. They have curated with Gallery 44 and Vtape, and have published work with Canadian Art, C Magazine, The Journal of Curatorial Studies, and more. Dallas is a member of the curatorial group Crocus Collective and is cofounder of Silverfish.

 IT 

Dallas Fellini è curator*, scrittor* e artista con sede a Toronto. La sua pratica investe la dissoluzione dei confini tra diverse forme d’arte e comunità artistiche, tra storie e futuri trans e queer, le interazioni tra arte e cultura popolare. Ha curato progetti con Gallery 44 e con Vtape, ha pubblicato lavori, tra gli altri, con Canadian Art, C Magazine, The journal of Curatorial Studies. Dallas è, inoltre, membro del collettivo curatoriale Crocus Collective ed è co-fondator* di Silverfish.

Karina Iskandarsjah, Trinity Square Video

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 EN

Karina Iskandarsjah (born Jakarta, Indonesia) is a Toronto-based curator and visual artist interested in cultural hybridity, technology, queer histories, and deconstructing power structures. She holds an MFA in Criticism and Curatorial Practice from OCAD University and currently works at Trinity Square Video as a Programming & Outreach Coordinator.

Trinity Square Video, founded in 1971, Trinity Square Video is one of Canada’s first artist-run centres and its oldest media arts centre. Our activities are guided by a goal to increase our members’ and audiences’ understanding and imagination of what media arts practices can be. Trinity Square strives to create supportive environments, encouraging artistic and curatorial experimentation that challenge medium specificity through education, production and presentation support.

 IT 

Karina Iskandarsjah (nata a Giacarta, Indonesia) è un’artista e curatrice con sede a Toronto interessata all’ibridazione culturale, alla tecnologia, alle storie queer e alla decostruzione delle strutture di potere. Ha conseguito un MFA in Critica e Pratica Curatoriale presso la OCAD University e attualmente lavora al Trinity Square Video come coordinatrice della programmazione e della promozione.

Trinity Square Video, fondato nel 1971, Trinity Square Video è uno dei primi artist-run center del Canada e il suo più antico centro di arti mediali. Le nostre attività sono guidate dall’obiettivo di incrementare la comprensione e l’immaginazione, dei nostri membri e del nostro pubblico, su ciò che le pratiche di arti mediali possono essere. Trinity Square Video si impegna a creare ambienti favorevoli, incoraggiando le sperimentazioni artistiche e curatoriali che sfidano la specificità del mezzo, attraverso l’educazione, la produzione e il supporto all’esposizione.